Articoli, studi e proposte

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Nel decreto-legge antinfrazioni alcune norme importanti in tema di conciliazione Ecco il testo dell'articolo 3 del decreto legge 11 dicembre 2012, n. 216

Art. 3 Disposizioni volte al recepimento della direttiva 2010/18/UE dell'8 marzo 2010, che attua l'accordo quadro riveduto in materia di congedo parentale

In vigore dal 11 dicembre 2012

1. All'articolo 32 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di sostegno della maternità e paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il comma 1 è inserito il seguente:

«1-bis. La contrattazione collettiva di settore stabilisce le modalità di fruizione del congedo di cui al comma 1 su base oraria, nonché i criteri di calcolo della base oraria e l'equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa. Per il personale del comparto sicurezza e difesa, e di quello dei vigili del fuoco e soccorso pubblico, la disciplina collettiva prevede, altresì, al fine di tenere conto delle peculiari esigenze di funzionalità connesse all'espletamento dei relativi servizi istituzionali, specifiche e diverse modalità di fruizione e di differimento del congedo.»;

b) al comma 3 le parole: "e comunque con un periodo di preavviso non inferiore a quindici giorni" sono sostituite dalle seguenti: "e comunque con un termine di preavviso non inferiore a quindici giorni, con l'indicazione dell'inizio e della fine del periodo di congedo";

c) dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
«4-bis. Durante il periodo di congedo, il lavoratore e il datore di lavoro concordano, ove necessario, adeguate misure di ripresa dell'attività lavorativa, tenendo conto di quanto eventualmente previsto dalla contrattazione collettiva.».

Lettera aperta ai partiti delle associazioni aderenti all'accordo comune per la democrazia paritaria in vita delle prossime consultazioni elettorali

È molto viva nel paese l’esigenza di un forte rinnovamento della “ politica”, unita purtroppo a una disaffezione al voto e a una critica generalizzata agli esponenti politici. Non v’è dubbio che le donne hanno un diritto imprescindibile a una rappresentanza che rifletta il loro ruolo nella società attuale, alla quale partecipano a tutti i livelli e in tutti gli aspetti, anche se la politica le tiene troppo spesso fuori dai luoghi decisionali. Inoltre, le donne si sono rivelate meno coinvolte nelle pratiche di scambio e di corruzione sempre più diffuse. Per il duplice lavoro sia nel mondo professionale sia nella cura e educazione dei figli, sono portatrici di un diverso punto di vista sul mondo del lavoro, sui bisogni delle famiglie, sulla emarginazione dei giovani, più in generale sui problemi che oggi angustiano la comunità sociale, essenziali per salvare la convivenza civile e ridisegnare una società a misura di donne e di uomini, che promuova salute, cultura, relazioni pacifiche, qualità della vita, godimento dei diritti.

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L’eguaglianza sessuale tra hard law e soft law

L’eguaglianza sessuale tra hard law e soft law nel processo di ravvicinamento tra legislazioni in Europa: pari opportunità e parità di trattamento nel lavoro

Lo scritto affronta i profili delle pari opportunità e della parità di trattamento nel lavoro quali banco di prova del processo di ravvicinamento tra legislazioni statali in Europa nel campo della coesione sociale e dei diritti sociali. Se nella materia del lavoro, a differenza di quella delle politiche sociali in genere, gli strumenti di hard law rappresentano l’asse centrale del processo di armonizzazione, obiettivo dell’articolo è quello di indagare la capacità di altri strumenti di penetrare direttive e regolazione “tradizionale” contribuendo alla costruzione di un complesso normativo unitario sebbene ad intensità precettiva variabile. In particolare l’autrice prende le mosse da una analisi del ruolo del gender mainstreaming nelle politiche per la parità e, soffermandosi sulla natura “flessibile” dello strumento rispetto al sistema delle fonti, ne indaga i rapporti con il “Metodo Aperto di Coordinamento”. 

di Elettra Stradella 

Le origini delle discriminazione di genere

Il pensiero di Eva Cantarella sulla donna nel mondo antico e sulle origini della discriminazione di genere di Marilisa D’amico

Il riequilibrio di genere nelle società pubbliche

Spunti per una disciplina uniforme ed efficace

Il fine del regolamento previsto dalla legge n. 120/2011 “Golfo Mosca” per il riequilibrio di genere nelle società controllate dalle amministrazioni pubbliche è di creare una disciplina uniforme per tutte le società pubbliche. L’obiettivo è di definire i procedimenti - con tempi congrui e modalità efficaci - per assicurare la presenza di un terzo di donne (un quinto al primo mandato) negli organi di amministrazione e di controllo delle società controllate dalle pubbliche amministrazioni, a partire dai prossimi rinnovi, facendo affidamento su norme vincolanti e non sulla buona volontà delle singole società virtuose e dei loro soci.

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